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L’ allontanamento dalla casa familiare e l’assegno di mantenimento “provvisorio”

Spesso le violenze si consumano all’interno delle mura domestiche, quasi sempre si tratta di mariti che nel corso della vita coniugale operano una serie di violenze fisiche e psicologiche nei confronti delle propri mogli, umiliandole con parole offensive, picchiandole e controllando ogni loro movimento.

Le donne sottoposte a questi soprusi pur di evitare reazioni violenti dei mariti accettano passivamente addirittura di avere rapporti sessuali. I maltrattamenti nella maggior parte dei casi avvengono in presenza dei figli minori e non di rado anche essi risultano vittime .

Di fronte ad un marito violento è opportuno rivolgersi immediatamente alle forze dell’Ordine e ad un avvocato.

L’OBBLIGO DI ALLONTANAMENTO DALLA CASA FAMILIARE

Attualmente la legge tutela le vittime di violenza domestica, importante al tal riguardo l’art 282 bis c.p.p. secondo cui Il giudice può ordinare all’imputato :

  • di lasciare la  casa familiare;
  • di non farvi più rientro;
  •  e di non accedervi senza autorizzazione;

L’OBBLIGO DI NON AVVICINARSI AI LUOGHI FREQUENTATI DALLA VITTIMA

Qualora sussistano esigenze di tutela dell’incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti, può prescrivere inoltre che il medesimo non si avvicini a luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, salvo che la frequentazione sia necessaria per motivi di lavoro.

L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO PROVVISORIO

Su richiesta del P.M. (spesso su impulso del proprio difensore) si può:

  • ingiungere  immediatamente il pagamento di un assegno provvisorio;
  • E’ prevista anche la possibilità che l’assegno sia versato direttamente al beneficiario dal datore di lavoro dell’imputato;
  • l’ordine di pagamento è titolo esecutivo.

Quando viene meno l’assegno provvisorio?

L’ordine di pagamento viene altresì meno quando sopravvenga l’ordinanza di cui al 708 c.c. con la quale il Presidente del Tribunale in sede di separazione dà i provvedimenti urgenti nell’interesse dei coniugi.

Un analogo potere è previsto dall’art. 2 che introduce nel libro I del Codice Civile il titolo IX bis e gli artt. 342 bis e ter, il quale prevede che, quando la condotta del coniuge a di altro convivente sia “causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà” dell’altro coniuge, il giudice può con decreto ordinare la cessazione della condotta e disporre l’allontanamento dalla casa familiare.

L’assegno provvisorio

L’ordine di pagamento dell’assegno è una importante novità legislativa in grado di dare una tutela economica immediata alle donne, madri e figli vittime di violenza domestica. In questo modo la vittima di violenza , quasi sempre priva di reddito, non resta imprigionata al “mostro di casa” per paura di vedersi tolto il sostegno economico per via della misura cautelare di allontanamento.

La norma seppure ammirevole da un lato dall’altro non manca di problemi, purtroppo l’assegno provvisorio può essere elargito solo se sia disposto anche l’allontanamento dalla casa familiare inoltre il provvedimento perde efficacia quando la misura cautelare sia successivamente revocata.

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